lunedì, 11 agosto 2008

Per quello che mi riguarda, direi che è sufficiente che i libri ci insegnino qualcosa su noi stessi.

In questo mondo

anche la vita della farfalla

è frenetica.

Kobayashi Issa

postato da: franco_bel alle ore agosto 11, 2008 18:35 | Permalink | commenti
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domenica, 03 agosto 2008

Il lavoro non mi piace – non piace a nessuno – ma mi piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà – per se stesso, non per gli altri – ciò che nessun altro potrà mai conoscere.

Joseph Conrad

 

…il «sapere professionale» è la risultante e il compendio di tre principali fattori: il sapere, il saper fare, il saper essere. Ciò trova puntuale conferma nella mia personale esperienza. Il concetto di «sapere» racchiude in sé l'insieme di conoscenze scientifiche e competenze: al sapere si arriva quindi attraverso l'istruzione e l'educazione. Il «saper fare», invece, «è l'esito di un processo cognitivo fondato sull'esperienza: un'esperienza realizzata nel confronto quotidiano con il contesto di vita e di lavoro». Il saper fare è la capacità di lavorare costruttivamente con altri, di individuare i problemi, di ricercare soluzioni, di apprendere dall'esperienza: in definitiva, è l'accezione del sapere nella sua configurazione ampia di teoria, di pratica e di valore. Un terzo aspetto che concorre alla formazione professionale è il «saper essere»…..nell'esercizio della professione prescelta si manifesta l'esigenza di ricerca della propria identità. …ogni uomo è motivato ad impegnarsi nel lavoro professionale intrapreso da due obiettivi: da un lato, quello di ottenere un compenso economico e, dall'altro, quello di ottenere nell'attività svolta un'affermazione personale. …nelle scelte, le ragioni di ordine morale contano di più delle ragioni del «sapere» professionale.

Giovanni Bazoli

postato da: franco_bel alle ore agosto 03, 2008 16:25 | Permalink | commenti
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martedì, 29 luglio 2008

Le idee e la comprensione crescono come piante; non serve trafficare troppo attorno ad esse.

Non so quale sarà il giudizio, se […] io abbia fatto qualcosa di buono; io posso soltanto dire che ho cercato di non fare cose brutte e cattive e coscientemente non ne ho fatte.

Pavel Aleksandrovič Florenskij (1882 – 1937)

postato da: franco_bel alle ore luglio 29, 2008 10:50 | Permalink | commenti
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venerdì, 25 luglio 2008

... Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.

La Repubblica - ILVO DIAMANTI - 25 luglio 2008

postato da: franco_bel alle ore luglio 25, 2008 11:46 | Permalink | commenti
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sabato, 19 luglio 2008

Ciascuno cresce solo se sognato

C'è chi insegna

guidando gli altri come cavalli

passo per passo:

forse c'è chi si sente soddisfatto

così guidato.

 

C'è chi insegna lodando

quanto trova di buono e divertendo:

c'è pure chi si sente soddisfatto

essendo incoraggiato.

 

C'è pure chi educa, senza nascondere

l'assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni

sviluppo ma cercando

d'essere franco all'altro come a sé,

sognando gli altri come ora non sono:

ciascuno cresce solo se sognato.

di Danilo Dolci

postato da: franco_bel alle ore luglio 19, 2008 20:02 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 17 luglio 2008

Che fortuna possedere una grande intelligenza non ti mancano mai le sciocchezze da dire. (dai Quaderni-Anton Pavlovič Čechov)

Forse la cosa che mi colpisce di più in questo paese è la sua immutabilità, diciamo il suo falso movimento, l'impressione di un paese travolto dalla globalizzazione, dal postmoderno, dalla confusione del mondo, ma sotto questa superficie caotica, liquida, mi sembra che gli elementi solidi che si ritrovano sono quasi sempre il familismo, la raccomandazione, la stanzialità sostanziale di questo paese in cui secondo le statistiche istat il 70% sposa un compaesano o una compaesana. Un senso di arcaicità, di modernità ancora non digerita.

... I media funzionano come un mercato delle emozioni, cioè cercano di richiamare l’attenzione del pubblico pagante lavorando soprattutto sulle emozioni, dunque sulle emergenze, sui mostri sociali, su ciò che fa paura, su ciò che parla alla pancia. Quindi il loro ruolo in questo momento è nefasto perché se c’è un momento in cui bisognerebbe provare a ragionare è proprio quando tutto cambia, quando ci si sente poggiati su basi instabili ... Siamo una società che consuma troppo, che spreca troppo. Il 60% di quello che comperiamo nei supermercati tra imballaggi e scarti alimentari finisce in discarica quindi c’è qualcosa di strutturalmente contorto e fallato nel nostro modo di vivere però se ne parla ancora pochissimo.

Michele Serra

postato da: franco_bel alle ore luglio 17, 2008 18:40 | Permalink | commenti
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giovedì, 03 luglio 2008

Fino ad ora, sulla morale ho appreso soltanto che una cosa è morale se ti fa sentire bene dopo averla fatta, e che è immorale se ti fa star male.

Ernest Hemingway (1896 – 1961)

postato da: franco_bel alle ore luglio 03, 2008 16:12 | Permalink | commenti
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lunedì, 30 giugno 2008

Cosa vede uno nel corso di una giornata? Infinite tonalità, infinite identità, le più dissimili, le più dissonanti, le più contrastanti...La vera radicalità della vita è la sua complessità.... in certi momenti la mancanza di punti di riferimento è davvero tragica, provoca smarrimento, sbandamento. Ma è anche una possibilità …

Franco Marcoaldi

L'umorismo può esistere solo là dove la gente distingue ancora il confine tra ciò che è importante e ciò che non lo è. E questo confine oggi non si distingue più.

(Milan Kundera)

postato da: franco_bel alle ore giugno 30, 2008 14:03 | Permalink | commenti
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giovedì, 26 giugno 2008

L'uomo è sempre uguale a se stesso, pur nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici.

"Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi ß balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire."

 ...

"Io non so perché mi salvò la vita, forse in quegli ultimi momenti amava la vita più di quanto l'avesse mai amata... Non solo la sua vita: la vita di chiunque, la mia vita. Tutto ciò che volevano erano le risposte che noi tutti vogliamo: da dove vengo ? Dove vado ? Quanto mi resta ancora ? Non ho potuto far altro che restare lì e guardarlo morire."

Blade Runner

postato da: franco_bel alle ore giugno 26, 2008 17:41 | Permalink | commenti
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martedì, 17 giugno 2008

...È il sistema di formazione della cultura, delle culture, ad essere in crisi. La connessione fra vecchio e nuovo, il rapporto fra il libro e la rete lungi dall'aver rappresentato un salto di qualità e di opportunità, si sta rivelando sempre di più un limite, per l'incapacità di gestire ed organizzare il cambiamento: la globalizzazione del sapere richiede in realtà fantasia e conoscenze cosmopolite, tutto il contrario del rinchiudersi nell'orizzonte angusto del proprio recinto professionale.

postato da: franco_bel alle ore giugno 17, 2008 08:54 | Permalink | commenti
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